INTENZIONI DI VOTO: DATAMONITOR PER MF, CLASS EDITORI – PDL E PD APPAIATI, CRESCE IL MOVIMENTO A CINQUE STELLE, CROLLA LA LEGA

di Elena Capra

postato il 14/04/2012 ore 08:10

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    I dati emersi dall’ultimo sondaggio – Monitor Italia – che la società di ricerca DataMonitor, presieduta da Mauro De Dominicis, ha effettuato per MF fanno emergere che l’Italia è un paese più spaventato che arrabbiato.

    Nel quadro generale il paese ha paura e ha paura soprattutto per l’economia”, dichiara il responsabile della ricerca Prof. Michelangelo Tagliaferri, alla luce dei dati emersi. Vediamo scendere l’importanza della sanità e delle politiche sociali, rispettivamente al 13,4% e al 15,6%, gli Italiani danno anche meno importanza al cambio della classe politica, 12,9%, come alla scuola e all’istruzione che rappresentano un problema solo per il 7,3% della popolazione.

    Il governo tecnico di Mario Monti mantiene un buon andamento.

    Il Premier passa dal suo picco più alto del 58% registrato a febbraio 2012 al 52% di aprile con un crollo di due punti percentuali. “Un calo che – chiarisce Tagliaferri – comunque non mette in discussione la fiducia degli italiani nel premier che rimane alta”. Per quanto riguarda i ministri invece il responsabile delle Aree di Innovazione di Datamonitor commenta come “all’interno della pattuglia di Monti prevale la Cancellieri con il 55%, seguita da Passera (52%), Severino e Riccardi (50%). Giarda scende al 18% e la Fornero al 45% un dato che evidenzia il crollo di quest’ultima che perde 7 punti percentuali da gennaio ad oggi. I ministri Profumo e Clini rimangono stabili rispettivamente al 42% e al 35%”.

    Per quanto riguarda invece la fiducia nei leader politici : nessuno supera il 50%. Vince Casini, crescono Di Pietro e Grillo, crollo di Bossi.

    “Fiducia al ribasso per tutti i leader – commenta Tagliaferri – nessuno riesce a raggiungere o ad avvicinarsi al 50%.” Il leader che ispira più fiducia negli italiani è Pier Ferdinando Casini (40%), seguito da Bersani al 39%. Dai dati spiega emerge la crescita di Di Pietro e Grillo entrambi al 36% con un balzo in avanti di 3 punti percentuali. Flessione in negativo per Nichi Vendola che perde 2 punti percentuali (32%), come anche Gianfranco Fini. Per la prima volta Berlusconi torna al di sopra del 30% (+1%), cosa che non succedeva da mesi, e si trova al pari di Angelino Alfano. Marco Pannella rimane stabile al 27%, mentre Storace guadagna un punto percentuale (22%). Si evidenza il crollo di Umberto Bossi che scende in 30 giorni al 15%, quando solo un mese fa registrava il 24% di fiducia.

    Fiducia nelle istituzioni: crisi dei partiti, del Parlamento ma anche dei sindacati. Male la giustizia al primo posto le forze dell’ordine.

    Gli italiani mettono al primo posto le forze ordine (82,9%), seguite dal Presidente della Repubblica (79,4%). La Chiesa rimane al 60%, bene anche il Presidente del Consiglio al 52%. Brusco calo per la magistratura che si colloca al 48,6%, seguita dal governo al 46,2%. Scendono anche le istituzioni europee (44,3%), ma il maggior crollo lo si registra tra Parlamento (12,8%), partiti (8,6%) e sindacati (31,9%). Per il Responsabile Aree di Innovazione di Datamonitor Prof. Michelangelo Tagliaferri“questa è la crisi più forte della seconda Repubblica e che quella che sembrava essere solo una crisi politica in realtà investe anche i sindacati: gli italiani si fidano meno anche se la percentuale di per sé non è significativa come quella della perdita di partiti e Parlamento”.

    Intenzioni di voto. Testa a testa Pd e Pdl, crollo Lega, exploit Grillo

    Testa a testa di Pdl (24,2%) e Pd (24,9). La Lega Nord, che a gennaio aveva registrato il 10,5%, oggi si attesta al 6,5% perdendo quindi il 3,2%. Exploit del Movimento 5 Stelle al 6,8% (2,3%), bene Fli al 4,9% (+0,7%). L’Udc si attesta al 6,8, mentre arretrano Api e Mpa (0,8%). Tiene Sel al 6,5%, anche se perde uno 0,5%, cresce Pannella con l’1,7% (+0,5%). La Destra si attesta al 2%, Grande Sud all’1.9%, la Federazione della Sinistra registra uno 2,4%, Ecologisti/Verdi e Reti Civiche hanno uno 1,1%, i Socialitsti l’1% mentre 1,3 degli intervistati dichiara Altro.

    Inoltre, spiega Tagliaferri, se si andasse alle urne domani “più del 20% degli italiani sarebbe indeciso, mentre il 22.4% si deciderebbe di astenersi“.

    Il Prof. Tagliaferri domenica 15 aprile sarà ospite della trasmissione Omnibus in onda sul La7 dalle 7.50 alle 9.30 e condotta da Andrea Pancari, per commentare i dati.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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