di Elena Capra
postato il 30/06/2012 ore 10:19
Di MONICA GASBARRI da Clandestinoweb.com- Su Milano Finanza è stato pubblicato il nuovo osservatorio politico Monitor Italia, realizzato dall’Istituto Datamonitor. Clandestinowen ha intervistato Natascia Turato, direttrice dell’istituto.
Dottoressa Turato, eccoci di nuovo a commentare l’osservatorio politico Monitor Italia, che tutti i mesi fa il punto sulle aspettative e sulle opinioni degli italiani rispetto al mondo della politica e dell’economia. Come sono cambiate le priorità rispetto alla scorsa rilevazione?
I temi di occupazione, lavoro e possibile risoluzione della crisi economica sono diventate le principali preoccupazioni per gli italiani. Poi viene tutto il resto.
Gli italiani hanno ancora fiducia nell’economia?
L’80% del campione si attesta tra poco e per nulla. La risposta va da sé…
C’è una domanda anche sull’Euro e sulla tenuta per il futuro…
Il 39% si è rivelato ottimista. Il 37% no. In sostanza i due campioni si equiparano. Quasi metà degli intervistati poi, pensa che non sarebbe meglio tornare alla vecchia lira, ma a sorpresa il 33%, al contrario, vedrebbe positivamente una simile prospettiva. Per il 45% infine la vecchia moneta non avrebbe meglio tutelato i nostri risparmi. Nel complesso, la maggioranza degli italiani non ritiene Mario Monti in grado di salvare l’Italia e l’Euro e se la fiducia nel premier è scesa rispetto al mese scorso dal 46% al 43%, anche il suo governo ha perso 3 punti attestandosi al 38%.
E i ministri?
Assistiamo a un vero e proprio crollo della Fornero che perde 11 punti , ma anche Passera (-7%) e gli altri ministri perdono punti rispetto ai dati dello scorso mese.
E guardando invece il quadro dei leader politici?
Si sgonfia l’effetto Grillo che perde 4 punti, e Bersani è il leader più amato, ma con un risultato basso (38%). Grillo viene superato anche da Di Pietro al 36%, mentre Alfano supera Berlusconi e Fini e si assesta al 30%, con i due vecchi leader al 28%.
Per i partiti invece?
Per i partiti si registra una tenuta generale. Il Pdl rimane sotto il 20%, la Lega Nord fa segnare i suoi minimi al 4%, La Destra si conferma al 2,5% e Grande Sud guadagna lo 0,2%. Mentre l’Udc perde lo 0,3% (5,2%) il Pd si mantiene sui numero del mese scorso e sale leggermente al 24,5%. Poi ancora l’Italia dei valori al 6,5%, Sel al 6,9%, mentre rimangono stabili Federazione della Sinistra, Ecologisti, Verdi e Reti civiche e la Lista Bonino e Pannella. Il Movimento 5 Stelle si attesta al 16% misurando un prima lieve flessione. Per quel che riguarda gli indecisi e gli astenuti infine i primi salgono la 19,7%, mentre l’astensione scende al 24,5%. La situazione è molto fluida, liquida, ma il dato più significativo è sicuramente il crollo del governo Monti.